Ciclovia Adriatica | Le Marche in bicicletta

A seguire il racconto del nostro viaggio lungo la ciclovia Adriatica attraverso le Marche. Trovi anche il nostro video su YouTube Ciclovia Adriatica | Le Marche in bicicletta e la traccia gpx su Komoot Traccia gpx Marche

 

E’ ben chiaro come sia la geografia a limitare, confinare, scrivere la storia dei popoli che abitano la Terra.
E così, quando spezziamo improvvisamente l’invisibile confine tra Emilia Romagna e Marche, la colline di San Bartolo si ergono al cospetto della piatta costa romagnola.

Se ci guardassimo dall’alto saremmo una coccinella in groppa ad un serpente che striscia affianco ad una pozzanghera azzurra. Una strada dalle morbide curve s’appoggia delicatamente sulle colline, spia a picco sull’Adriatico coste nascoste.

M’è sembrato un attimo d’un battito d’ali e siamo già a Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona. Qui viene giù una bomba d’acqua con pezzi di grandine grossi come uova. E poi continuiamo sul Conero che sullo sfondo grigio del temporale ci appare come una villa fatiscente. Ma alla fine passano le nuvole ed esce il sole, per bagnarci nel mare marchigiano, che più si scende e più diventa trasparente.

Porto Recanati ci offre ospitalità in una casa in riva al mare, riposo all’ordine del giorno. Fermarsi è importante, viaggiare in bicicletta non è una gara. È che è così incredibilmente bello che non ti fermeresti mai.

Abbiamo rodato le gambe, il mare ondeggia inesorabile, viriamo verso l’interno perché le montagne cambiano ogni versante e celano segreti. Come le Lame Rosse, piccolo Canyon dei Monti Sibillini ed il Lago di Fiastra, freddo dentro e fuori ma incorniciato da monti panettoni coperti di praterie sulle quali sogno di correre come nei film, meglio ancora pedalarci per davvero.

Paesini arroccati, paesini distrutti da terremoti, mai ricostruiti. Aiuti?

Con emozione arriviamo ad Ascoli Piceno, centro del travertino che veste monumenti bianchi caldo. La sento come una tappa importante, soddisfacente e decidiamo di festeggiare con le olive ascolane. Poi scendiamo alla Cartiera Papale, qui sotto scorre il fiume Castellano, un bell’esempio di convivenza natura-città, silenzio nel rumore, e amore della gente del posto per il posto. Dormiamo e ci svegliamo in un contesto incantevole.

Capitiamo alle terme naturali Lu Vurghe e incontriamo casualmente i ragazzi di Va’ Sentiero. Io li seguivo sui social con stima, ed un pelo di invidia, da due anni. Attraversano l’Italia a piedi sulle tracce del Sentiero Italia. Quanto casuale è incontrarsi in un posto qualsiasi d’Italia in un momento qualsiasi della vita?

Anime simili si attraggono, penso. Energie positive vibrano e convergono.

L’indomani pedaliamo in discesa a Martinsicuro, sulla vecchia statale e piste ciclabili fino di nuovo alla costa. Ci accorgiamo di essere arrivate in Abruzzo.

 

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